Matera, il 20 conferenza del Centro Levi e del Sicomoro sul tema "Migranti: i contadini leviani della contemporaneità"


Mercoledì 20 febbraio 2019 alle ore 17 presso la Sala Levi di Palazzo Lanfranchi è in programma una conferenza del Centro Carlo Levi e del Sicomoro sul tema: “Migranti: i contadini leviani della contemporaneità: Riace e Castelsaraceno – esempi di politiche dell’integrazione per il contrasto alla desertificazione”

Relatori:
Nicola Fiorita – Università della Calabria
Rocco Rosano – Sindaco di Castelsaraceno
Paola Andrisani – Referente regionale IDOS – Dossier statistico Immigrazione
Renato Quaglia – Direttore Fondazione FoQus – Quartieri Spagnoli di Napoli, e direttore “Silent Academy”

Introduce: Lorenzo Rota – presidente Centro Carlo Levi
Conclude: Michele Plati – presidente coop. “Il Sicomoro”

La conferenza affronta un tema di grande attualità, quello dei “Migranti”, poveri più poveri dei contadini leviani; popolazioni che fuggono da destini di violenza e sottosviluppo, e che nei nostri territori possono trovare più serene condizioni di sopravvivenza, e sviluppo.
La Basilicata, che tante “immigrazioni” ha visto nella sua storia, può oggi contrastare l’incipiente “desertificazione” ed estinzione dei suoi paesi e comunità, proprio aprendo le sue comunità a questi nuovi apporti di braccia e di menti, che contribuiscano a mettere in valore i suoi territori, ed a tonificarne la consistenza demografica.
E lo può fare riscoprendo il messaggio leviano dell’”autonomia di governo” delle comunità, “che si occupino dei problemi veri”; costruendo un nuovo futuro con una consapevole politica di accoglienza ed integrazione.
La conferenza vuole da un lato fare il punto della situazione “accoglienza – integrazione” in Basilicata, e poi documentare e mettere a confronto alcune esperienze in atto (da Riace ai piccoli comuni delle aree interne della Basilicata) che, pur fra mille problemi, stanno portando avanti tale disegno d’integrazione.
Tra queste anche modalità innovative, quali quelle sperimentate dalla “Silent Academy”, che valorizzano esperienze e professionalità proprie delle persone immigrate.