Coinvolta la Basilicata in uno dei quattro filoni di inchiesta avviati dalla Procura di Torino nei confronti del giornalista lucano Luca Pasquaretta


Dall'accusa di estorsione al traffico di influenze illecite alla turbativa d'asta. Tocca anche la Basilicata uno dei quattro filoni di inchiesta avviati dalla Procura di Torino nei confronti del giornalista lucano Luca Pasquaretta (nella foto di repubblica.it con Chiara Appendino), 41 anni, ex portavoce del sindaco di Torino, Chiara Appendino, e attuale portavoce del viceministro all'Economia, Laura Castelli che avrebbe già annunciato di revocargli il mandato. Sotto accusa, per il filone materano, ci sarebbe un incarico di "consulenza per la realizzazione dell’ufficio comunicazione istituzionale" (incarico da 14mila euro) affidato, a Matera, dal Consorzio di bonifica della Basilicata il 6 dicembre 2018.  Oltre all’ex portavoce di Appendino - che ieri ha ricevuto un avviso di garanzia - ci sarebbero altri nomi nel registro degli indagati. 
Luca Pasquaretta, ex portavoce della prima cittadina, fu costretto a lasciare Palazzo Civico, la scorsa estate, sull'onda dello scandalo della consulenza (da 5mila euro) per una prestazione inesistente alla Fondazione del Salone del Libro. La Procura del capoluogo piemontese, che per la consulenza già gli contesta il reato di peculato, lo accusa ora di estorsione, ma anche di traffico di influenze illecite e turbativa d’asta.
I carabinieri in forza presso la magistratura hanno provveduto a sequestrargli cellulare e computer al termine della perquisizione effettuata presso la sua abitazione. I fatti contestati dal pm Gianfranco Colace, lo stesso dell’inchiesta sulla consulenza da 5 mila euro, soldi poi restituiti, sarebbero successivi all’addio di Pasquaretta. Pesante l’accusa nei suoi confronti: avrebbe minacciato la sindaca Appendino, parte lesa nella vicenda, se non lo avesse aiutato a trovare un nuovo lavoro.