Il premier Conte: "Dal riscatto di Matera parta il riscatto dell'intero Sud"


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"Dal riscatto di Matera parta il riscatto dell'intero Sud, perché il futuro sia qui, sia ora, è questa la nostra ambizione". Queste le parole del premier Giuseppe Conte, in mattinata nella Cava del Sole a Matera in occasione della cerimonia di apertura delle iniziative per la Capitale europea della cultura 2019.
"Matera - ha proseguito il premier- è di una bellezza che il mondo ci invidia, una bellezza esplosa naturalmente quale esito imprevisto di molteplici fattori, frutto più di assenze che di presenze eppure da queste assenze è sorto un luogo di una bellezza senza tempo".
La cerimonia è stata aperta dal direttore di Radio 3 Marino Sinibaldi. Il sindaco Raffaello De Ruggieri, commosso, ha affermato: “Accoglieremo i visitatori col sorriso della fierezza. Oggi la città ha acquisito la consapevolezza di rappresentare l’Italia in Europa e nel Mondo.
Questa responsabilità, questo traguardo, questo riconoscimento non può essere solo un fatto formale, dev’essere un fatto viscerale, impresso nella coscienza dei  materani.
L’elemento scatenante delle vittorie della città è il collante di una comunità che ha vissuto con protagonismo la sua storia.
Ora però, non possiamo indulgere in cerimonie salottiere. Dietro quella gioia deve esserci la testimonianza di questa lunga marcia: da vergogna a Capitale della Cultura.
Io sono un giovane anziano, ho visto realizzare i miei sogni. -ha detto rivolgendosi al Presidente del Consiglio Conte - Siamo stati minoranze dinamiche per chiudere il cerchio e trasformare il disagio in valore. Oggi quel valore è Matera Capitale e le siamo grati per essere qui a testimoniare questo momento epocale per una città del Sud che non ha paura né asfissia di futuro. Nella più spettacolare meraviglia urbana della natura, ci sono le condizioni per  esprimere il modello di un Mezzogiorno vincente e funzionante. La spinta sociale che ha sconvolto l’attenzione dei Commissari europei e ha condotto la città alla vittoria è stata la consapevolezza di aver trovato una comunità in ascesa, indomabile. Questa è Matera, questa è la Basilicata che vogliono esprimere fiducia non rassegnazione. Quando Pasolini vide Matera disse di aver trovato qui un sole vero, ferocemente antico. Quel sole vero, ferocemente antico deve essere la spinta che dobbiamo offrire al Paese”.
Il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, ha definito la città dei Sassi "un esempio di come la cultura può essere un fattore decisivo".
La nostra sfida quindi è stata quella di capovolgere un paradigma di destino. E  oggi possiamo affermare con orgoglio che Matera costituisce  un’esperienza unica tra  le capitali europee della cultura. Perché per la prima volta l’operazione ha raggiunto subito una dimensione  popolare e di massa: prima a Matera e Basilicata, poi in Italia e  i nfine sul piano internazionale”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Matera- Basilicata2019, Salvatore Adduce, intervenendo stamane alla cerimonia di apertura di Matera, Capitale europea della cultura per il 2019.
Adduce si è rivolto con orgoglio ai giovani: “Possiamo raccontare un’altra storia del Mezzogiorno, non più come terra sperduta ma come  motore di uno sviluppo assolutamente proiettato nel futuro”. Il saluto al presidente dell’Anci e sindaco di Bari De Caro e ai tanti sindaci che hanno voluto essere presenti oggi con le fasce tricolori è stata  l ’occasione per sottolineare il protagonismo dei sindaci lucani che si  sono appropriati e hanno rilanciato il progetto paese per paese.
  “La stessa commissione europea che ci ha scelto- ricorda il  presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019 - ha riconosciuto il passaggio dal sogno visionario di un manipolo di giovani entusiasti  all’impegno vincente delle istituzioni. Solo grazie alla Regione, ai  
tre diversi presidenti che l’hanno guidata lungo il percorso, De Filippo, Pittella, Franconi, siamo stati in grado di competere e  vincere”.
Perché c’è un’altra particolarità nella designazione della capitale  della cultura: è l’unico caso in cui l’Europa non ci mette soldi.  Anzi, proprio uno dei titoli di merito più apprezzati è la capacità di  autonomo finanziamento e fund raising. “Si compete e si vince –  ricorda Adduce -  se sai intercettare e gestire i fondi che recepisci.  E qui va dato atto ai diversi governi che si sono succeduti di aver  mantenuto la barra diritta su un’unica direttrice di marcia di  sostegno all’iniziativa. Grande segno di civiltà politica la  continuità di lavoro”.
“Una volta tanto – ha concluso  il presidente Adduce - dal Sud non  parte una narrazione di piagnisteo. Non ci disperiamo per il treno o  l’aereo che non arrivano a Matera, non neghiamo il divario che è  testimoniato dalle cifre ma non ci abbandoniamo alla lamentazione.  Vogliamo praticare il progresso. Abbiamo lanciato la sfida con il  
presente e per il futuro e  l’abbiamo vinta”.
Al direttore generale di Matera Basilicata 2019 Paolo Verri il compito  di concludere la conferenza di apertura, lanciando la volata agli  Spank, una delle 27 band protagoniste dell’evento e poi della festa  nei rioni cittadini, saliti sul palco al ritmo tribale dei loro  
tamburi. Nei minuti precedenti con ritmo incalzante ha presentato i  rappresentanti dei partner televisivi, la Rai ed Euronews, che hanno  assicurato lungo l’arco di cinque anni il grande racconto di un sogno  che si fa realtà e l’amministratore delegato della Tim che ha portato il saluto e l’impegno dei principali sponsor. Verri ha trovato il tempo comunque di consegnare un po’ di  numeri per definire le dimensioni del successo:  70 i report internazionali, 12 le lingue europee in cui la narrazione  si è diffusa in tutto il continente. Ma anche i 27 progetti culturali  in corso che innerveranno l’intero 2019, prodotti dal 90% della scena  creativa lucana e che riempiranno di contenuti la grande narrazione  
della capitale europea della cultura”.