Scoperto dai Carabinieri un sito di stoccaggio di metalli con 700 chili di cavi di rame rubati anche nel Materano. Due persone arrestate e una denunciata


Nella giornata dell’8 dicembre, a Massafra (TA), i Carabinieri della Compagnia di Matera coadiuvati dai Carabinieri della Compagnia di Massafra (TA)  nell’ambito di specifici servizi di controllo del territorio tesi al contrasto dei reati contro il patrimonio, con particolare attenzione ai furti di cavi in rame, hanno arrestato in flagranza per furto aggravato e ricettazione due soggetti, un  italiano 40enne ed un romeno 29enne, oltre a denunciare in stato di libertà un terzo di soggetto italiano di 41 anni.
In particolare i militari, nell’ambito di uno specifico servizio di osservazione che stavano svolgendo tra le provincie di Matera e Taranto, hanno notato un’autovettura che si aggirava in zone di campagna ove già si erano registrati numerosi furti di cavi in rame. Hanno individuato un automezzo condotto da una sola persona, che avendoli insospettiti, è stato pedinato fino a raggiungere una zona isolata nelle campagne di Massafra. Qui l’uomo si è incontrato con altri due soggetti. I tre sono stati sorpresi mentre scaricavano matasse di cavi di rame dall’interno dell’autovettura per occultarle in uno stabile di uno degli arrestati. Sul posto è stata rinvenuta oltre una tonnellata di cavi in rame che poco prima erano stati asportati da una linea elettrica ferroviaria. La perquisizione operata presso un sito di stoccaggio di metalli gestito da uno degli arrestati, ha consentito il rinvenimento di ulteriori 700 kg di cavi in rame, parte dei quali ancora contenuti nelle guaine di gomma isolante. L’uomo di origine rumena ed il 40enne italiano, ricostruita la dinamica dei fatti ed alla luce degli elementi emersi, sono stati dichiarati in stato di arresto, mentre il terzo uomo di origine italiana è stato deferito in stato di libertà per ricettazione. Gli arrestati dopo le formalità di rito sono stati trasferiti presso le rispettive abitazioni a disposizione della Procura della Repubblica di Taranto. Tutto il rame rinvenuto è stato sottoposto a sequestro così come l’autovettura utilizzata per trasportare il metallo rubato.