Operazione Quattro Ruote: tre minuti per rubare un’auto, trecentomila euro il valore totale della refurtiva. Due pregiudicati bitontini arrestati dai Carabinieri di Matera


Tre minuti per rubare un’auto, trecentomila euro il valore totale delle macchine rubate.  Lavoravano su commissione ed erano abilissimi a portar via qualsiasi tipo di auto due ragazzi di Bitonto di 24 e 25 anni che, tra aprile e ottobre di quest’anno si sono resi responsabili di numerosi furti e svariati tentativi andati a vuoto, rubando un totale di 14 veicoli. Con l’operazione “Quattro ruote” , i  Carabinieri della Compagnia di Matera coadiuvati nella fase esecutiva da quelli della Compagnia di Molfetta, al termine di una consistente attività d’indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Matera, Dott.ssa Annunziata Cazzetta, tesa al contrasto dei furti di autovetture tra la città di Matera e la provincia di Bari, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Matera, Dott.ssa Angela Rosa Nettis, traendo in arresto i due, entrambi già noti alle forze dell’ordine.
I particolari dell’operazione sono stati illustrati in mattinata dal comandante della Compagnia Carabinieri di Matera, capitano Giuseppe Giovanni Ianniello e dal Comandante provinciale, tenente colonnello Samuele Sighinolfi.
“Due professionisti, che rubavano auto per mestiere”, ha sottolineato il tenente colonnello Sighinolfi.
Il 23enne ed il 24enne, in concorso tra loro ed in qualche caso anche con il sostegno di altri complici, nonostante la loro giovane età, agivano in maniera scaltra, secondo un modus operandi ben consolidato e ciò non solo per la facilità con la quale asportavano i veicoli, ma anche per la scelta dell’attrezzatura per lo scasso e del luogo dove occultare la refurtiva. Gli stessi, dopo aver scelto la zona da colpire, a bordo di un’autovettura a loro in uso (spesso intestata a familiari o amici), una volta individuata l’autovettura di interesse, dopo un’attenta perlustrazione, ben equipaggiati con chiavi e strumenti di effrazione vari (cacciaviti, chiavi varie ed altri arnesi) nonché un inibitore di segnali (utilizzato per bloccare il segnale GPS degli antifurti satellitari dei veicoli che ne erano dotati) e una centralina decodificata (con la quale sbloccavano e riuscivano ad avviare il motore delle autovetture), si avvicinavano rapidamente alla macchina e dopo aver forzato la portiera della stessa, avviato il motore, in maniera rapida e coordinata, si allontanavano dal luogo dei fatti, dirigendosi verso una zona di campagna periferica di Bitonto, difficilmente raggiungibile, dove, tra arbusti, rami di alberi e vegetazione fitta, occultavano la refurtiva. Le autovetture rubate, molto probabilmente, erano destinate soprattutto ad essere smontate al fine di alimentare il commercio illegale di pezzi di ricambio.
In furti sono stati commessi tra i comuni di Matera e quelli di Bari, Altamura (BA), Binetto (BA), Terlizzi (BA), Ruvo di Puglia (BA), Mola di Bari (BA) e Giovinazzo (BA). La consistente ed articolata indagine svolta dai carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Matera, ha permesso di acquisire importanti elementi probatori refertati all’ Autorità Giudiziaria che, condividendo a pieno le risultanze investigative, ha emesso il provvedimento restrittivo in questione. Gli indagati, nelle prime ore della mattinata, rintracciati presso le rispettive abitazioni dai Carabinieri di Matera, dopo essere stati dichiarati in stato di arresto, al termine delle formalità di rito, sono stati condotti presso il carcere di Matera.
Il tenente colonnello Sighinolfi ha aggiunto che Matera è, comunque, una città sicura: “Abbiamo tre squadre del XIV Battaglione Calabria, militari che rimarranno con noi fin dopo l’Epifania. Queste tre squadre coprono tre turni al giorno, il resto dei turni lo copriamo noi. Abbiamo anche pattuglie appiedate nei Sassi e posti di controllo che hanno lo scopo di identificare chi entra in città. Nei primi tredici giorni abbiamo beccato sessanta pregiudicati che entravano a Matera e sicuramente avevano altri scopi. Matera è una vetrina per i turisti ma anche per i criminali che hanno notato fermento economico”.

Rossella Montemurro