"Non vogliamo turisti": il sindaco di Matera al New York Times. Reportage sulla città dei Sassi e la Basilicata



"Una parte di me vuole che il resto del mondo conosca la Basilicata. L'altra parte di me sa che è la Basilicata a non volere una connessione con il resto del mondo".

È un lungo racconto dei giorni trascorsi a Matera e in Basilicata dalla giornalista Danielle Pergamen il reportage pubblicato dal New York Times (foto e testo https://www.nytimes.com/2018/12/03/travel/matera-basilicata-italy-southern-world-heritage-city.html).
 Dalle parole significative di un amico lucano della cronista che descrive una regione che vorrebbe continuare a conservare la sua unicità, a qualsiasi costo, si affianca la dichiarazione del sindaco Raffaello De Ruggieri: "Non vogliamo turisti". Un caffè con la giornalista è l'occasione per narrare i momenti chiave degli 8mila anni della città (e le ha svelato, furtivamente, che nei Sassi ci sono persone che vivono da 50 anni, che sono rimaste anche nel periodo in cui era vietato). 
Lenta, con strade strette che costringono a 'fermarsi' anche chi ha fretta: ecco come Danielle racconta la Basilicata, che ha girato in lungo e in largo a bordo di un'auto a noleggio (che chiama Legomobile, probabilmente per la fatiscenza), mangiando i piatti tipici (strascinati, peperoni cruschi), notando la dicotomia tra mare e montagna, il paesaggio che cambia continuamente, da Pignola a Maratea a Metaponto, la coesistenza fra case antichissime e resort a 5 stelle.
E poi l'intervista con Salvatore Adduce, presidente della Fondazione di Matera 2019, che le dice, brutale, che non vogliono turisti, di quelli che vedono chiese e mangiano cibo tipico lasciando i rifiuti per terra. Vogliono persone a cui l'esperienza di Matera 2019 possa cambiare la vita, cambiare il mondo.

I CHIARIMENTI DEL SINDACO

In riferimento alle dichiarazioni contenute nell’articolo pubblicato sul portale internet del New York Times, ripreso da testate on line il Sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri chiarisce:
“Matera non ha bisogno di un turismo randagio, inconsapevole dei luoghi, della storia e delle tradizioni della nostra città. Aspiriamo a diventare punto di riferimento, invece, di visitatori attenti e motivati nella scoperta dell’identità di un luogo geografico che si è fatto storia e che è riuscito a produrla ininterrottamente per ottomila anni. In altre parole, auspichiamo che chi viene a Matera lo faccia non per vedere ma per conoscere e comprendere.
Vogliamo evitare che Matera possa subire gli effetti di un turismo di massa che metterebbero in seria difficoltà la tenuta sociale e l’organizzazione dell’accoglienza della città, replicando in parte gli scenari che, in altre realtà, hanno avuto conseguenze devastanti.
La traduzione di queste mie dichiarazioni non è riuscita, evidentemente, a rendere il senso reale di quanto affermato.
Pur comprendendone la portata e la eco mediatica, esprimo rammarico per le riproposizioni acritiche di una notizia che avrebbe meritato approfondimenti e verifiche puntuali in grado di chiarire il significato di considerazioni che, poste in quei termini, costituiscono un grave danno di immagine per la città che rappresento”.