"Il link umano": una lezione di vita nel corto diretto da Giulio Prezioso e interpretato dagli ospiti della Comunità Fratello Sole


Immaginate un’app per smartphone che permette di individuare i tossicodipendenti, schedati dallo Stato con un numero di matricola: Bioclick, questo il nome dell’applicazione, è stata creata per arginare l’impennata di droghe, alcool e il dilagante problema delle dipendenze patologiche. Bioclick compare spontaneamente come notifica sul cellulare di chiunque abbia un minimo contatto con la persona schedata. L’app ha solo alcune eccezioni: è disattivata negli istituti di cura di tutti i tipi, quindi non funziona nelle comunità terapeutiche, non si attiva automaticamente con le persone normali. Siamo nel 2030 e, per Davide e Zoe è l’ultimo giorno in comunità, dopo una permanenza di venti mesi. Ed è fuori da quel guscio protettivo che si scontreranno con i pregiudizi, con gli sguardi di riprovazione dei cosiddetti “normali”.
“Il link umano” è un cortometraggio che affronta una tematica quanto mai attuale, quella delle dipendenze in una società spesso vittima di preconcetti che, invece di aiutare nel reinserimento contribuisce a emarginare ulteriormente.
Il corto, realizzato dagli ospiti della Comunità Fratello Sole di Gioia del Colle (BA) nel laboratorio cinematografico tenuto dal regista Giulio Prezioso e dalla sceneggiatrice Floriana Doronzo, è dedicato “a chi porta la luce del sole nel buio delle dipendenze”. I protagonisti, da tempo impegnati nella lotta contro le dipendenze patologiche, con grande coraggio hanno messo in scena il dramma del loro vissuto. Le persone che recitano nel corto non sono attori ma ospiti, operatori e amici della comunità Fratello sole. Una lezione di vita e umanità, quella che viene fuori guardando il corto diretto da Prezioso (che ha curato anche il montaggio) e sceneggiato da Doronzo. “Il link umano” è stato girato nella Comunità Fratello Sole e nella Masseria Capoiazzo di Gioia del Colle.

Rossella Montemurro